Immagino che molti si saranno chiesti che fine aveva fatto La Lontra sulle Acque di Lombardia: eccola quà!
Questi sono gli itinerari storici di KayakLombardia, ai quali aggiungerò mano a mano tutte le amenità che le
nuove tecnologie consentono.
Buone pagaiate!!!
Un tratto di Adda che riserva incredibili sorprese. Perchè solo fino al ponte ferroviario? Perchè in quel punto la corrente è troppo forte e non sono riuscito a risalire oltre! Semplice no?!?
L'imbarco è ovviamente a Brivio, la banchina lungofiume e uno scivolo di varo sono un grande lusso e offrono imbarchi comodi a pochi passi dalla macchina. Come per il precedente tratto
(Da Imbersago a Brivio) i dintorni di
Brivio sono molto interessanti e valgono una visita "terrestre", in particolare l'Antico Filatoio Toffo e il Castello. Direzione nord, i termini destra e sinistra sono riferiti al senso di marcia. Anche se nella descrizione del percorso vengono indicate volta per volta le varie deviazioni lungo il corso, consiglierei di percorrere l'itinerario completamente fino al ponte ferroviario senza soffermarsi sulle varie curiosità, lasciando queste per il ritorno. Di solito preferisco tenermi verso la riva destra in quanto non c'è la strada che la percorre ed è la più interessante. Circa 500 mt dopo Brivio il fiume presenta sulla destra un allargamento ed una zona di ninfee.
Poco oltre inizia una della zone più belle di tutto il corso del fiume: una serie di isolotti allungati fa da spartiacque e forma una specie di lago interno quasi completamente tappezzato di ninfee bianche e gialle e contornato di canneti. Tra gli isolotti ci sono degli stretti passaggi poco visibili che rendono più emozionante l' ingresso nel "laghetto". é interessante notare che all' interno di sono diversi settori da esplorare ed è possibile percorrerlo interamente in quento ci sono delle aperture verso l'Adda proprio all'inizio ed alla fine della zona. Gia questo vale la gita, infatti è consigliabilissimo a coloro che vogliano accompagnare un principiante a fare delle "scoperte selvagge" a poche pagaiate dalla macchina. La corrente è sempre gentile e le sponde hanno alberi che scendono fino all'acqua. Passata la zona dei "laghetti" il fiume presenta un tratto di qualche kilometro piuttosto monotono e rettilineo. Alcuni grossi alberi caduti rialzano un pò la curva dell'attenzione. La monotonia si interrompe circa all'altezza del torrente Bevera che, sulla sinistra, si immette nel fiume sotto una ponticello in muratura. Poco oltre sulla destra si nota un leggero allargamento alla cui estremità settentrionale si apre uno stupendo canale interamente tappezzato di ninfee e popolato da diverse specie di uccelli. Questo canale attraversa una zona paludosa e la separa delimitando a sinistra l'Isola della Torre ed a destra l'Isolone del Serraglio. Il canale non è completamente percorribile data la fittissima vegetazione. In altre stagioni con altre condizioni di acqua probabilmente risulta possibile sbucare dall' altra parte, anche se risulta strettissimo ( l' imboccatura a nord è poco più larga del kayak) e il passaggio è ostacolato da vari alberi caduti. Proseguendo per il fiume, la riva destra ritorna boscosa e popolata da grandi salici e pioppi. Data le temperature di questi giorni è un enorme sollievo potere pagaiare all'ombra. Proprio sotto il Santuario della Rocchetta di Airuno il fiume fa un' ampissima curva a destra. Lungo questa curva si passano sulla sinistra le Fornasette dove è possibile sbarcare ed andare a rifocillarsi presso le trattorie a livello della strada. In corrispondenza della pendice settentrionale dell'Isola della Torre si aprono sulla destra alcune profonde anse. Lungo la prima è possibile notare l'imbocco del canale di cui sopra. Io mi ci sono avventurato per un centinaio di metri appoggiando la pagaia sul kayak e avanzando aggrappandomi all'erba ed alle canne: un albero abbattuto ha fermato la mia visita ed ho dovuto ripercorre a marcia indietro i metri faticosamente guadagnati. Seguendo le anse verso nord, poco prima di riprendere il corso del fiume si incontra l'entrata di un'ansa più profonda. E' un posto incredibile con un'atmosfera surreale, cigni e folaghe con i piccoli, barche ormeggiate all'ombra di grandi alberi e due isolotti rotondi in centro a questo microcosmo fuori dal mondo. Tornati sul fiume ben presto ci si accorge che la corrente diventa più marcata. Da qui inizia un tratto in cui il fiume ha depositato molti detriti nel centro del letto (ed infatti il fondale lì è bassissimo) ma verso le rive la corrente è molto forte. Io mi sono erroneamente tenuto sulla sponda destra mentre è più agevole la sinistra anche se non presenta morte. In alcuni punti ho dovuto procedere a piedi trainando il kayak. Sino al punto in cui il torrente Serta entra nell'Adda, e poco oltre, è quasi pagaiabile, con l'approssimarsi del ponte ferroviario la corrente diventa troppo veloce e... sono tornato indietro!!!. Il ritorno è tranquillo, in favore di corrente e di grande relax. Il giro, tra andata e ritorno senza varianti è di circa 12-13 Km. Una bellissima mappa-guida di tutto il corso dell'Adda è disponibile sul sito del
Comitato per il restauro delle chiuse sull'Adda. Un'altra mappa dell'itinerario è disponibile
qui
Ulteriori informazioni dalla rete
Mappa non presente
Foto non presenti
La Kayak Guida del Lontra by Mauro Toselli is licensed under a
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